Daniel Panajotti - accademia tennis Verona

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Lunedì 9 gennaio 2017

Tornei open di Trento

 

Il re resta sul trono. Più forte di tutto e di tutti, anche dei doppi turni, che hanno prosciugato le energie dei suoi rivali sui campi in terra rossa del Ct Trento e su quelli in play-it dell’Ata Battisti, ma non quelle del gigante croato di Nova Gradiska Viktor Galovic, 26enne cresciuto sui campi milanesi dell’Ambrosiano, che da 4 anni si allena alla Accademia di Daniel Panajotti, numero 596 delle graduatorie Atp, un metro e novantadue di altezza, muscoli esplosivi, una seconda di servizio violenta quanto la prima. Come un anno fa Galovic ha impresso a fuoco il suo marchio forte e autorevole sugli appuntamenti Open di piazza Venezia e via Fersina. Una superiorità straripante quella del croato che all’Ata ha scritto per la quarta volta di fila il suo nome nell’albo d’oro del torneo, dominando la sfida con il patavino Stefano Galvani, per anni beniamino degli appassionati locali in serie A1, classe ’77, ex numero 99 al mondo. Match quasi a senso unico, Galvani ha provato a non dare ritmo al rivale, ma i tre set intensi della semifinale con Bortolotti si sono fatti sentire nelle gambe e nella testa, per contro Galovic ha giocato una partita poco spettacolare ma molto accorta, ha atteso pazientemente il momento buono per attaccare, senza esporsi alle traiettorie basse e insidiose del rivale, e dopo aver incamerato il primo set ha cominciato ad alzare con decisione l’intensità degli scambi, sorretto da una battuta molto incisiva che ha presto scoraggiato il veterano veneto. E’ durata solo un set invece la sfida sul “rosso” del Ct Trento, il 21enne di Guastalla Marco Bortolotti, il più accreditato in termini di classifica, è 456 al mondo, si è ritrovato completamente in riserva dopo aver ceduto il primo parziale al tie-break. Un set interpretato con grande determinazione da Galovic che ha lavorato ai fianchi il suo avversario con improvvise accelerazioni, approcci avvelenati, obbligando Bortolotti a faticosi recuperi per restare in scia. Rincorse che hanno costretto l’emiliano alla resa in avvio di secondo set.
Alla giornata di gloria di Galovic ha fatto da contraltare quella sfortunatissima della riminese Lucia Bronzetti, capace come il tennista croato di agguantare sia la finale all’Ata che al Ct Trento. Avanti di un set e in pieno controllo della partita con la spezzina Costanza Pera, sul veloce di via Fersina, la romagnola appoggiava male la caviglia e si accasciava dolorante a terra. Stringendo i denti provava coraggiosamente a riprendere il gioco, inutilmente, perché la Pera incamerava senza fatica i successi quattro games rovesciando fatalmente l’inerzia del match. Inutile rischiare, la 18enne riminese, che lo scorso settembre a Sion in Svizzera aveva festeggiato il suo primo titolo Itf, imboccava così la strada degli spogliatoi, ritirandosi anche dalla finale in programma nel pomeriggio al Ct Trento. Titolo quindi alla Pera e alla 2.1 marchigiana Alice Balducci, classe ’86, che curiosamente era stata costretta a sua volta un anno fa ad abbandonare il campo per un infortunio muscolare, dopo pochi games con l’italo-ucraina Anastasia Grymalska.
Avvincente e divertente la finale del terza maschile all’Ata, che ha premiato la determinazione del 15enne bolognese Matteo Ghelli, un agonista feroce, lucido nelle scelte e forte di testa, capace di recuperare da 3-5 nel terzo set e piegare il bresciano Alessio Zanotti, giocatore forse più completo, ma meno preciso nei momenti cruciali. Due giovanissimi talenti di casa si sono affrontati nella sfida decisiva del quarta, l’ha spuntata con merito un tenace Matteo Fondriest, bravo a imbrigliare l'esuberanza di Edoardo Cestarollo, con un gioco più regolare e continuo.
Assegnato in piazza Venezia il titolo femminile di terza (all’appello manca quello maschile), conquistato dall’ascolana Sofia Rocchetti, classe 2002, ragazzina del Ct Porto San Giorgio in decisa ascesa, è stata promossa 2.7 a fine 2016. Senza storia la finale con la brava e sorprendente 3.2 altoatesina Vickie Trocker, campionessa regionale a squadre in C con il Rungg, vittoriosa in semifinale con la trentina Petra Pavesi.

PARLA IL VINCITORE - Come si riesce a vincere due finali nello stesso giorno e su due superfici diverse? Semplice: “Con tanto allenamento”. Parola di “Robocop” Galovic, il gigante croato di Nova Gradiska, 26enne cresciuto sui campi milanesi dell’Ambrosiano, numero 596 delle graduatorie Atp, capace per la terza volta di piazzare la doppietta vincente nei tornei Open di Capodanno dell’Ata e del Ct Trento. Prove di preparazione alla stagione che verrà per Galovic, un predestinato, che però non è ancora riuscito a spiccare il volo. Nonostante qualità atletiche straordinarie, un tennis potente e completo. “Di obiettivi non voglio più parlare” ribatte lui a denti stretti. L’aria trentina gli consente di fare sempre il pieno di fiducia e convinzione, dopo il duro lavoro in palestra nel mese di dicembre. Grazie a un gioco straripante che sembra adattarsi senza fatica ai cambi di superficie: “Nei tornei indoor le differenze di fondo si avvertono meno – spiega – la terra del Ct Trento poi è abbastanza veloce, e questo aiuta.” Le finali con Galvani e Bortolotti sono durate poco: “Galvani è un giocatore difficile da affrontare e attaccare, perché le sue palle non hanno molto peso, il primo set è stato abbastanza equilibrato, poi sono riuscito a spingere con più decisione mentre lui evidentemente era un po’ stanco. Con Bortolotti sapevo che avrei dovuto correre tanto e mantenere sempre alta l’attenzione. Mi sentivo bene fisicamente e questo ha fatto la differenza.”

I RISULTATI
Open Ct Trento – Sing. Maschile - Finale: Galovic b. Bortolotti 76 21 rit
Sing. Femminile – Finale: Balducci b. Bronzetti pr
Sing. Terza Femminile – Finale: Rocchetti b. Trocker 63 61
Open Ata Battisti – Sing. Maschile – Finale: Galovic b. Galvani 63 60
Sing. Femminile – Finale: Pera b. Bronzetti 26 42 rit
Sing. Terza Maschile – Finale: Ghelli b. Zanotti 62 26 75
Sing. Quarta Maschile – Finale: Fondriest b. E. Cestarollo 63 64