Tutto nella vita di oggi è accelerato al massimo, non possiamo aspettare un minuto in ogni cosa facciamo, più forte, più alto, più veloce, e se sei molto alto ancora non è sufficiente … anche se si cade non importa, non rallentare, più forte e più veloce …

Siamo stati portati a credere che tutto si possa ottenere rapidamente e se non lo facciamo, il sistema che usiamo per questo non sembra buono e lo cambiamo per un altro che ci promette più risultati anche in meno tempo, vogliamo che tutto sia fatto rapidamente, vogliamo acquisire capacità neurologiche e fisiche che hanno dimostrato di richiedere anni per essere coltivate in un periodo di tempo molto breve:

Imparare una lingua in 6 settimane, ringiovanire la pelle in un mese con una crema, guadagnare massa muscolare in 3 mesi, perdere 10 chili in un mese e mezzo, giocare a tennis ad alto livello con un corso, guadagnare velocemente da casa su internet… ecc, ecc.

Ma, scusatemi, vediamo se lo sapete: né voi né nessun altro imparerà l’inglese decentemente in 6 settimane anche se vivrete 6 settimane a “Trafalgar Square”, né qualcuno ringiovanirà la propria pelle in un mese applicando tutti tipi di creme, né nessuno guadagnerà una massa muscolare apprezzabile in 3 mesi, anche se passerete 8 ore in “palestra”, né nessuno giocherà ad alto livello in un corso e nessuno guadagnerà soldi velocemente da casa su internet, tranne chi lo annuncia…

E tutto questo vortice in ogni aspetto della vita, naturalmente, è venuto al nostro sport, vogliamo il gioco più veloce e più forte, cercare di vincere il punto, fai il “colpo vincente”, fai il “winner”, “chiudi il punto”, “cerca il punto”, “gioca dentro il campo” … “avanza” … “attacca” … “attacca” … “attacca”… “colpisci più avanti”,  … arriverà un momento in cui vorremo colpire la palla così avanti che solo l’”uomo di gomma” dei 4 fantastici sarà in grado di continuare in questa spirale …

Si vede spesso nei tornei Under 14,16,18, Futures, o tornei medi dove i giocatori in formazione e non così in formazione agiscono… insomma, da dove verranno i futuri” Top 100″ e tra questi qualche campione, e sembra che quasi ogni palla che toccano se non è “winner” l’abbia giocata male, e se non entra è un problema del sistema che non mi aiuta ad evolvermi tecnicamente abbastanza veloce, o le condizioni, o la sfortuna che ha fatto che quel tiro impossibile vada fuori, c’è una vera e propria ebbrezza concettuale del gioco causata dal virus “Winner” inteso come fretta……

Non capisco da dove venga un’epidemia così autentica per il “winner” in giocatori di un livello più basso, perché è totalmente irreale e illusoria:

Scegliamo un anno qualsiasi, diciamo il 2012, e analizziamo le quattro fantastiche partite dei quarti di finale dei Grand Slam, e vediamo che:

Nadal fa 0,91 “winners” e 0,88 di errori non forzati a match

Federer fa 1,11 “winners” e 0,94 di errori non forzati a match.

Se prendiamo altri campioni ognuno di loro ha statistiche molto simili di “winners” ed “errori non forzati”, da una parte o dall’altra a seconda della loro concezione del gioco e del tipo di superficie. Sempre ho detto che in un match il numero di winners deve essere pari o più o meno un punto di differenza.

Allora perché questa isteria collettiva in categorie inferiori e non così inferiori verso il “winner”?

Perché questa spirale “super-veloce” con pochissimo senso e ordine nei giovani giocatori?

sinceramente non so perché… forse perché la società ce lo impone, non credo che il tennis si giochi così e tanto meno che un giocatore sia costruito così…

Se “Re Ruggero” uno dei giocatori più aggressivi della storia fa 1,11 “Winners” a match, o un “Winner” ogni 5,78 punti giocati… come possiamo pretendere che i ragazzi in formazione ad ogni palla che toccano, provino a fare un tiro vincente?

…ma… la domanda è ovvia: come arriva il colpo vincente? Quando arriva un “Winner”? Quando si può chiudere un punto? E tutto entro i parametri di sicurezza e competitività?

Allora, il punto non arriva cercando di colpire qualsiasi palla che mi viene in mente in qualsiasi situazione da qualsiasi punto del campo, non funziona così…

Il punto viene a dipendere dalla padronanza del giocatore delle seguenti abilità:

  1. Competenze personali del settore tecnico.

B, L’ordine nel gioco, e si comprende per ordine l’identificazione delle situazioni di gioco: neutrale, attaccante e difensivo e di sapere come giocare quella situazione della forma corretta.

  1. La tua capacità di aprire spazi sul campo dell’avversario.

Tutte giocate ad una velocità che può essere controllata dal giocatore, la conoscenza delle abilità che vi ho appena descritto, insieme alla velocità di crociera della palla determina il livello del giocatore.

La velocità controllata della palla è la chiave del vostro livello quando si tratta di vincere punti. E vi ricordo che non è la velocità della palla alla quale gioco, ma a quale velocita sono consistente quando gioco.

Se giocassimo senza servizio, se nei tornei ci fosse una persona che mette in gioco la palla, vedremmo che a parità di velocità non c’è un “Winner”, non può esistere, se i due giocatori hanno lo stesso livello fisico, tecnico e mentale e sono inquadrati all’interno di uno schema definito, e se sono abili in A, B e C possono giocare costantemente punti lunghi, la velocità di crociera determina quanto dura il punto.

In qualsiasi sport è lo stesso, la velocità media del gioco, o dei successi, a seconda dello sport determina il livello dell’atleta in qualsiasi disciplina.

Alla stessa velocità il “Winner” arriva come conseguenza del saper aprire spazi nel campo dell’avversario nel giocare la palla in modo ordinato fino a quando prima o poi arriva una delle nostre palle o ce ne lascia una più “comoda” e possiamo chiudere il punto…

…E questo prima o poi dipende dalla velocità di crociera con cui si gioca in modo controllato, ripeto in modo controllato entro i margini di errore, cioè senza sbagliare, perché sbagliare è contro i nostri interessi, se sbagliate perdete il punto… ricordate…

Anche se attualmente il servizio è un fattore con il quale la palla arriva facilmente “comoda”, ma solo con un servizio non si vincono i grandi eventi perché ci sarà sempre un grande risponditore per neutralizzare quell’arma, e deve sempre scambiare la palla con l’avversario per vincere, saper palleggiare è essenziale per diventare un “top”, ditemi un “Top 5” che non può giocare a fondo solidamente, sicuramente ce ne sarà uno, è l’eccezione, ora non mi viene in mente nessuno.

Se Nadal giocasse con un socio del club una partita di tennis, sicuramente il “Winner” arriverà con la prima palla, perché il socio ha un braccio che va a 2 all’ora, la sua palla viaggia molto lenta, il suo tennis e la velocità di movimento non riescono neanche a sorpassare una tartaruga che va in discesa, Così Rafa colpisce la prima palla e le piega la mano, non ci può essere un rally, il “Winner” o il colpo vincente accadrà alla prima palla, la differenza di velocità è molto grande, ma se mettiamo un giocatore con migliori parametri fisici, tecnici, tattici, mentali e meglio in A, B e C sarà più difficile trovare il colpo vincente, quindi fino a quando non arriviamo a mettere Djokovic davanti, allora è un’altra cosa.

Ricordate quella finale degli Australian Open tra questi due, nel quinto set i rally erano eterni, entrambi erano al massimo in tutti i parametri che forniscono livello al gioco, entrambi avevano la capacità di tenere i rally dell’altro, quindi, il match è durato 5 ore e 54 minuti, come hanno fatto a vincere i punti?

Ebbene, con capacità personali, con ordine nell’affrontare situazioni e aprendo spazi all’avversario, cioè con A, B e C.

La velocità di crociera dei giocatori è aumentata nel corso delle generazioni: Nadal ha più velocità di Kuerten, lui più di Bruguera, lui più di Wilander e lui più di Borg, Federer più di Sampras, lui più di Becker, Djokovic più di Safin, lui più di Agassi, e lui più di Connors.

Ma questo vortice è finito, non si può colpire in modo significativamente più forte degli ultimi, è quasi impossibile per gli standard di gioco sicuro, l’attuale generazione di Nishikori, Raonic e quelli successivi come Zverev, Kyrgios non hanno aumentato la velocità di crociera di Djokovic, Nadal, Federer … fanno fatica a vincere contro i “veterani” ,il motivo è perché sono peggio in A, B e C ed è per questo che non sono al top a 20 anni come lo sono stati Agassi, Safin, Sampras, Hewitt, Roddick, Becker, Nadal, Djokovic, Murray, Federer, Wilander, Borg, Connors …

E i ragazzi in formazione?

Non possiamo aspettarci che giochino più veloce dei “tops” a 14/16/18/20 anni, di solito si vuole che si colpisca molto forte fin da piccoli, si vuole che siano dei “Federer, Nadal o Djokovic” copiando la loro tecnica da un punto d’arrivo finale e non dall’inizio, con un percorso da sviluppare. Tutto è troppo veloce, rotazioni del tronco esagerate, finali impossibili, colpi troppo potenti per corpi ancora fragili muscolarmente e non preparati ad assorbirle, tecniche troppo avanzate per la biomeccanica ancora in fase iniziale di formazione, con capacità cognitive e tennistiche nelle fasi iniziali di sviluppo. Punti di impatto troppo avanzati che causano infiniti errori non controllando i propri movimenti, si vuole che i ragazzi giochino come Federer, Djokovic, Nadal, con i piedi sopra linea e al limite, quando non sono ancora pronti.

Oltre che, in questo modo diventano giocatori poco stabili, spesso ci sono tanti ragazzi  che hanno lesioni alla schiena e all’anca, quante tendiniti, quante patologie muscolari “non so cosa”, per non parlare delle lesioni mentali, che sono le più importanti e difficili da curare, dato che non possiamo aspettarci un ragazzo di 12-18 anni o di un livello dalla seconda categoria in giù, che non è pronto a colpire la palla con forza, riesca a giocare a una velocità che non controlla, una velocità molto più alta di quella che le sue capacità gli permettono, perché sbaglierà e fallirà, svilupperà la frustrazione, i genitori si arrabbieranno, e anche gli allenatore spesso con un messaggio più aggressivo e più forte per soddisfare chi lo paga, tutto questo cerchio genererà più frustrazione esibendo un tennis instabile e probabilmente il ragazzo crescerà senza fiducia nei colpi, non sarà un giocatore, conoscete qualche caso sotto queste premesse? Siate onesti…

Ci sono i filmati di Nadal, Djokovic, etc. con 14-16 anni giocando in giro tutti i tipi di tornei: spaccavano la palla? Giocavano con un esagerato “Spin”? facevano costantemente “Winners”? NOOOOO, A, B e C alla perfezione…

Federer colpiva la palla così avanti quando aveva 14 anni e guardava indietro all’impatto? No, era un ragazzo con un normale “Swing”, che ha portato il suo punto di impatto avanzato nel corso degli anni, sotto l’ombrello della fiducia, lo “Swing” diventa sempre più ampio, e la testa sa solo come ha sviluppato quel movimento, oggi tutti i ragazzi cercano di colpire la palla con il braccio teso e guardando indietro quando colpiscono, nella mia vita ho visto tante “stecche” o colpi poco puliti nei giovani, che non riescono a centrare due palle di fila, anche se è molto bello dire che stiamo costruendo un diritto o giocatore del futuro, anche se non c’è nessun presente.

Le abilità si acquisiscono nel corso degli anni, e anche la velocità della palla, la velocità aumenta con gli anni di allenamento quando la tecnica si affina, lo “Swing” si allunga, il fisico diventa più forte e i muscoli più veloci. E tutto sotto l’ombrello della fiducia, la fiducia è posta nel subconscio dal successo, e non dal fallimento. (spesso dico che si impara da ciò che faccio bene e non da ciò che faccio male)

Solo i dotati sono in grado di raggiungere a 18 anni una velocità della palla abbastanza alta da poter competere al massimo livello e accelerare l’intero processo di allenamento, solo loro assimilano una biomeccanica avanzata in età molto giovane, ed il 99,9999% non è tra loro, Le menti di questi privilegiati assimilano i livelli molto rapidamente e i loro corpi si sviluppano più rapidamente del resto dei mortali non dotati, cioè tutti noi, per essere buoni giocatori, non resta che un’altra via, che è difficile da accettare in un ambiente così accelerato come quello attuale: essere umile, rimboccarsi le maniche, difendere, costruire, accelerare la palla, non romperla, aprire gli spazi, essere stabile e solidi… e con tempo… con molto tempo… e molto tempo ancora.

Il tempo è la parola che nessuno vuole sentire…

Anche se questo messaggio sembra essere un vecchio messaggio del tennis, dai tempi dei dinosauri già estinti e senza futuro al momento attuale, nessuno vuole sentirlo, non è il tennis moderno, quello che gioca con A, B e C sembra non avere futuro e non può essere professionale… qui bisogna cercare costantemente il colpo vincente, che porta al giocatore allo “stress”, Bene, signori, l’Argentina e l’Spagna sono paesi che hanno portato molti giocatori fra i professionisti allenando bambini che solo passavano la palla, e alcuni di loro hanno anche fatto anche la storia …

Tanti anni fa si diceva che il latino, in riferimento al tennista Italiano, maturava tardi, gli svedesi con 16 anni vincevano Roland Garros, ma non bisogna preoccuparsi, abbiamo interiorizzato che come il buon vino abbiamo bisogno di tempo per maturare …

Questo virus del “Winner” parte dalla base dell’insegnamento dove si promettono enormi risultati con metodi magici, metodi che faranno sì che i bambini di 12 anni possano già giocare come autentici adulti professionisti, imitando i diritti di Federer o sistemi di preparazione fisica che ci faranno essere forti come Nadal, metodi infallibili…

Qui c’è un’unica strada, fare un percorso di formazione corretto, dedicando tempo, non ci sono scorciatoie……ripeto, non ci sono scorciatoie…

Fonte: Gonzalo Lopez Fabero